SEMPLIFICAZIONE DEI CONCORSI PUBBLICI E MONDO SCUOLA

L'Avvocato Risponde

IN CHE MODO LA “RIFORMA BRUNETTA” POTREBBE INFLUIRE SUI FUTURI CONCORSI SCOLASTICI? 

LA NORMA SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO DELLO STUDIO LEGALE ESPOSITO SANTONICOLA. 

Quesito/Consulenza informativa.

Gentili Avvocati, 

Sono un docente precario della scuola secondaria che attende, da diversi anni, una riforma organica del sistema reclutativo scolastico, idonea a consentire la stabilizzazione del “precariato storico”. 

La semplificazione dei pubblici concorsi, proposta dal Ministro Brunetta e all’attenzione del Parlamento, da un lato pare aprire una breccia nell’immobilismo della P.A., dall’altro lascia non pochi dubbi circa lo svolgimento delle prove di selezione. 

Potrebbe spiegarmi in cosa consiste concretamente la semplificazione e, soprattutto, quali potrebbero essere le implicazioni sul sistema di reclutamento scolastico? 

Studio Legale Esposito Santonicola

Gentile docente,

Per rispondere organicamente al suo quesito, dobbiamo porre sotto la lente d’ingrandimento l’art. 10 del Decreto Legge n. 44 del 01 aprile 2021, norma in cui è contenuta la proposta di riforma delle procedure selettive pubbliche. 

Procediamo con ordine, premettendo che, trattandosi di un Decreto Legge, per poter avere contezza delle innovazioni contenute nella riforma, occorrerà attendere la conversione in legge e la sua successiva promulgazione, iter che dovrà essere concluso entro 60 giorni dall’emanazione del Decreto (dunque, entro il 01 giugno 2021). 

A partire dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo della Legge di conversione del D.L. 44 del 2021, potrà dirsi completa la “riforma volta alla semplificazione dei concorsi pubblici”, fortemente voluta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. 

Scopo precipuo dell’art. 10 D.L. 44/2021 è dare una sferzata ai pubblici concorsi rimasti fermi – non solo a causa dell’emergenza sanitaria – velocizzando le procedure di selezione, attraverso l’abolizione delle “prove preselettive”, sostituite dalla valutazione dei titoli «legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali». 

Ebbene, i titoli e l’eventuale esperienza professionale – dunque i titoli di servizio – concorreranno alla formazione del punteggio finale.

Ed ancora, al fine di ridurre ulteriormente i tempi di reclutamento del personale, sono previste modalità semplificate di svolgimento delle prove – per la selezione del personale non dirigenziale -consistenti nell’espletamento di una sola prova scritta e di una prova orale, nonché l’utilizzo di   strumenti   informatici   e   digitali   e, facoltativamente, lo svolgimento in videoconferenza della prova orale. 

Con l’audizione alla Commissione Affari costituzionali del Senato, il Ministro Brunetta ha illustrato le finalità del Decreto “Sblocca – concorsi”, contenute all’articolo 10 del D.L. 44/2021, sottolineando come la riforma sia improntata alla digitalizzazione e alla semplificazione delle procedure (anche a regime), alla velocizzazione dei tempi di realizzazione delle selezioni, nonché alla valorizzazione delle competenze e non delle semplici conoscenze.

Intanto, sono state mosse le prime critiche al Decreto Brunetta, incentrate sull’eccessiva valorizzazione dei titoli culturali e di servizio, ai fini del computo finale del punteggio, oltre che sulla ritenuta “svalutazione” del merito, derivante dalla riduzione delle prove concorsuali. 

Ad ogni modo, dalla lettura della norma, emerge come l’obiettivo fissato dal governo sia quello di «svecchiare, qualificare e digitalizzare» la P.A., alla luce dell’età media dei dipendenti pubblici italiani che è pari a 50,7 anni (il 16,9 % è addirittura over 60).

Come la riforma potrà incidere sul sistema reclutativo scolastico

Si tratta di un quesito che apre molteplici porte mentali… 

Il pensiero corre subito al prossimo bando per l’avvio del corso di specializzazione (TFA VI ciclo) per diventare insegnanti di sostegno; qualora il D.L. 44/2021 sarà convertito in legge senza modifiche, le procedure selettive per l’ammissione al TFA risulteranno improntate ai principi di semplificazione e snellimento dei concorsi.

Ed ancora, il preannunciato concorso “riservato ai docenti di sostegno”, voluto dalla precedente maggioranza – e che dovrà essere messo in piedi nei prossimi mesi – dovrà rispondere ai criteri organizzativi voluti dalla riforma.

Dunque, al fine di comprendere i risvolti pratici della semplificazione concorsuale, bisognerà attendere dapprima la legge di conversione del cit. D.L. 44/2021, successivamente passando in rassegna la normativa d’attuazione prodotta dal lavoro, anche congiunto, dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Università.

Solo allora potremo valutare il necessario bilanciamento tra “la ricerca della meritocrazia” e le esigenze di speditezza nelle assunzioni, provando a dedurre, dati alla mano, se la semplificazione concorsuale sarà stata effettivamente in grado di generare una svolta positiva nel sistema della pubblica amministrazione, in particolare per il mondo scuola. 

Per confrontarsi sul tema con gli avvocati ESPOSITO/SANTONICOLA, s’inoltri unico WhatsApp scritto (no messaggi spezzettati in più momenti, altrimenti il sistema vi colloca in coda), o vocale di 1 minuto, al numero 366 18 28 489 (no telefonate).

È altresì attivo il numero fisso dello studio legale Esposito Santonicola 081 19 18 99 44, nelle seguenti fasce orarie:

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