LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL RICORSO SCUOLA INNANZI AL GIUDICE DEL LAVORO

COMPENDIO INFORMATIVO

Gentili docenti ed operatori scolastici, a seguito delle numerose richieste, giunte con sms whatsapp al n. 3661828489, lo studio legale illustra sinteticamente cosa vuol dire intraprendere un’azione giudiziaria al cospetto della Magistratura del Lavoro.

RISPOSTA AFFERMATIVA. TALE SCELTA CONSENTIRÀ DI VELOCIZZARE L’ITER DEL RICORSO, NELL’IPOTESI IN CUI SI CONOSCA, CON CERTEZZA, LA NATURA VACANTE DEL POSTO RICOPERTO.
SE IL RICORRENTE AVRÀ CERTEZZA DI AVER LAVORATO SU CATTEDRE “SENZA TITOLARI”, POTRÀ INTRAPRENDERE L’AZIONE GIUDIZIARIA, ANCHE IN MANCANZA DI ATTESTAZIONE SULLA NATURA DEL POSTO RICOPERTO.
L’EVENTUALE PROVA CONTRARIA (SULLA PRESENZA DI TITOLARE) DOVRÀ ESSERE FORNITA DAL M.I.U.R., LO DICE LA CASSAZIONE.
La Suprema Corte di Cassazione (tra le tante, n. 17923/16) ha più volte affermato il principio di prossimità o vicinanza della prova, prevedendo come l’onere di documentare la natura vacante del posto competa a quanti, come il M.I.U.R. e diramazioni periferiche, in concreto si trovino più vicini al fatto da provare (assenza del titolare di cattedra).
In definitiva, la mancata allegazione, nel ricorso introduttivo, dell’attestazione resa dalla scuola in merito alla tipologia di supplenza svolta, non impedirà l’avvio, la prosecuzione e la definizione del giudizio.

La domanda che ci è stata posta è la seguente: è possibile domandare “la cautelare” ed ottenere un esito giudiziario in tempi brevi, per non incorrere nelle tempistiche del giudizio ordinario?
La risposta del legale è: il docente interessato (es. AFAM, I.T.P., Dottore di Ricerca ecc.) potrà ricorrere al giudice del lavoro per richiedere la concessione di una misura cautelare, anticipatoria degli effetti dell’eventuale sentenza di merito (es. immediato inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto).
Occorrerà provare in giudizio la verosimile e probabile fondatezza del ricorso (fumus boni iuris) ed il rischio (periculum in mora) che il passare del tempo possa pregiudicare il diritto richiesto in modo imminente ed irreparabile (es. il decorso del tempo non consentirà più l’inserimento in una determinata graduatoria o elenco aggiuntivo).
La cautelare (es. diritto all’inserimento in graduatoria) se concessa (entro pochi mesi dal deposito del ricorso urgente) sarà da subito valida ed esecutiva.
Tecnicamente parlando, si tratta di un “RICORSO SCUOLA INNANZI AL GIUDICE DEL LAVORO “CON PROCEDURA URGENTE” (NELLE FORME DEL 700) E DOMANDA CAUTELARE”.

La vertenza scolastica (per l’abilitazione, l’inserimento nella fascia di insegnamento superiore, la stabilizzazione lavorativa, il risarcimento o altro) è definita, in primo grado, da un singolo magistrato;

L’individuazione del magistrato, territorialmente competente, dipende dalla sede di ultimo servizio statale allegata dal ricorrente (ai sensi dell’art. 413 c.p.c. comma V). In assenza di contratto, si fa riferimento alla graduatoria. Se manca il contratto e la graduatoria, si applicano le regole degli artt. 18 e ss. c.p.c., depositando il ricorso al Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, Foro dove ha sede la parte convenuta in giudizio (M.I.U.R.);
Non esiste nessun “effetto vincolante” di una pronuncia giudiziaria T.A.R./CONSIGLIO DI STATO per la Magistratura del lavoro che può tranquillamente dissentire, sentenziando in maniera opposta.
Dipende dalla tipologia di ricorso. Ci si rivolge, solitamente, al T.A.R. quando si impugna in modo diretto un Bando di CONCORSO (controversia concernente un atto amministrativo adottato dal M.I.U.R. nell’esercizio del potere conferito), domandandone l’annullamento. Diversamente, allorché si lamenti l’esclusione da una determinata graduatoria, il mancato riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento, l’illegittimo depennamento/licenziamento, la mancata concessione di un trasferimento, la negata stabilizzazione lavorativa e, più in generale, lo scorretto esercizio del potere autoritativo conferito alla Pubblica Amministrazione (M.I.U.R.), che agisce alla pari del datore privato nella gestione del rapporto di lavoro, il giudizio è iscritto al ruolo della Magistratura Civile (GDL).
Il ricorso al G.D.L. non potrà mai sfociare in un “calderone giudiziario” , dovendosi necessariamente differenziare le posizioni in base ai singoli magistrati territorialmente competenti. Risulterà, tuttavia, possibile accorpare gruppi di docenti, tutti con sede di ultimo servizio statale nello stesso territorio ed identiche caratteristiche (esempio: 4 insegnanti tecnico pratici, con l’ultimo contratto statale su Milano, possono partecipare ad unico ricorso). Ovviamente, quanti desiderino un’azione giudiziaria individuale, intesa quale veste giuridica appositamente ricamata sul curriculum vitae del docente, potranno domandare “ricorso a parte” .
In via preliminare, il Magistrato verifica la regolarità degli atti presentati e la costituzione delle parti. Sul punto si precisa che non sempre i legali del M.I.U.R., benché informati del giudizio, intervengono nella causa, circostanza quest’ultima non prevedibile. Segue una fase istruttoria, dove vengono ammesse le prove a sostegno delle ragioni. Infine, si discutono le conclusioni delle parti e si giunge alla sentenza di merito.
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